Una cascata che precipita tra pareti di roccia scura. Una spiaggia nera battuta dall’oceano. Una strada che attraversa campi di lava, altipiani silenziosi e montagne ancora innevate. Per Marco Franzon e Maurizio Bonavita, il desiderio di scoprire l’Islanda era legato soprattutto alla fotografia e alla possibilità di raggiungere alcuni dei paesaggi più spettacolari dell’isola.

Le immagini scattate durante il viaggio, che accompagnano questo racconto, documentano le diverse tappe e rendono visibile il filo conduttore intorno al quale abbiamo costruito l’intero itinerario: osservare l’Islanda con calma, fermarsi nei luoghi più scenografici e avere il tempo di aspettare l’inquadratura giusta.

Ma un viaggio in Islanda senza glutine non si organizza semplicemente unendo dei punti su una mappa.

Bisogna considerare le distanze, le condizioni delle strade, la posizione degli alloggi e, quando si viaggia con esigenze alimentari specifiche, anche il modo in cui gestire i pasti lungo il percorso.

Marco e Maurizio avevano espresso richieste precise: sistemazioni che garantissero spazi adeguati per entrambi, preferibilmente con due camere da letto, e la possibilità di preparare in autonomia alcuni pasti senza glutine.

Da queste esigenze è nato un itinerario in Islanda di 12 giorni e 11 notti, costruito per alternare libertà, scoperta e grandi scenari naturali, senza trasformare ogni giornata in una corsa continua.

Il viaggio in breve

Marco e Maurizio hanno viaggiato in Islanda dall’8 al 19 giugno 2026, per un totale di 12 giorni e 11 notti. Il loro itinerario self drive, costruito intorno ai luoghi più interessanti dal punto di vista fotografico, ha collegato Reykjavík, il Circolo d’Oro, la costa meridionale, la regione di Höfn e del Vatnajökull, i fiordi orientali, Húsavík, Akureyri e la penisola di Snæfellsnes.

Per rispondere alle loro esigenze abbiamo selezionato voli diretti dall’Italia, un’auto 4×4, sistemazioni con spazi separati e, dove possibile, una soluzione adatta alla preparazione autonoma di alcuni pasti senza glutine. Il viaggio comprendeva inoltre una mappa dedicata alle opportunità gluten free e l’assistenza dall’Italia ventiquattro ore su ventiquattro.

Itinerario on the road in Islanda: il lavoro prima della partenza

Organizzare un itinerario on the road in Islanda ha significato prima di tutto fare delle scelte.

Sulla carta, ogni cascata sembrava vicina alla successiva e ogni deviazione appariva facile da inserire. Nella realtà, i tempi di percorrenza potevano aumentare rapidamente, soprattutto considerando le soste fotografiche, le strade meno veloci e quei paesaggi davanti ai quali sarebbe stato impossibile non fermarsi.

Per questo abbiamo costruito il percorso intorno a una domanda concreta: come permettere a Marco e Maurizio di raggiungere i luoghi più interessanti dal punto di vista fotografico, senza costringerli a vivere l’Islanda soltanto attraverso il parabrezza?

Le tappe del loro viaggio self drive in Islanda sono state distribuite cercando un ritmo equilibrato. Ai trasferimenti più articolati abbiamo alternato giornate più brevi, soste di due notti e momenti dedicati all’esplorazione di una singola zona.

Non volevamo riempire ogni spazio disponibile. Volevamo lasciare loro il tempo di osservare, fotografare e vivere i luoghi senza dover ripartire immediatamente.

Anche la scelta dei voli ha seguito questa logica. I collegamenti diretti tra Milano Malpensa e Keflavík hanno evitato scali intermedi, cambi di aereo e attese aggiuntive. Il volo diretto Milano-Islanda ha reso più lineari sia la partenza sia il rientro.

Noleggio auto 4×4 in Islanda: una scelta coerente con il percorso

In Islanda l’auto non è stata soltanto un mezzo di trasporto. È diventata parte integrante del viaggio.

Marco e Maurizio hanno percorso l’isola a bordo di una Dacia Duster 4×4 o di un modello della stessa categoria. La scelta del noleggio auto 4×4 in Islanda è stata fatta per offrire maggiore versatilità anche in presenza di strade sterrate.

Questo non significava affrontare percorsi estremi o avventurarsi senza prudenza. Significava disporre di un mezzo più adatto al territorio e a un tour dell’Islanda in auto che non si sarebbe limitato agli spostamenti tra le principali città.

Il noleggio comprendeva chilometraggio illimitato, secondo guidatore e le coperture complete, come ad esempio danni parabrezza, danni ruote, Sand & Ash Window & Glass, Furto. Poter alternare la guida ha reso più gestibili anche i trasferimenti più lunghi e ha permesso a entrambi di osservare il paesaggio.

Un dettaglio pratico che, durante un viaggio itinerante, può cambiare davvero il ritmo delle giornate.

Appartamenti e cottage: più autonomia nella gestione dei pasti

Per chi viaggia con la celiachia, poter preparare autonomamente un pasto non è una comodità secondaria.

Durante un tour itinerante può capitare di trovarsi lontani dai centri principali, di arrivare nella struttura dopo una giornata intensa o di voler preparare in anticipo qualcosa da portare con sé.

La ricerca di appartamenti con angolo cottura in Islanda, cottage e sistemazioni indipendenti ha quindi guidato buona parte della selezione.

Dove possibile, abbiamo privilegiato spazi con due camere da letto o configurazioni capaci di rispettare le esigenze di entrambi. A Reykjavík, invece, Marco e Maurizio hanno soggiornato in camere separate, una soluzione funzionale sia all’arrivo sia prima del rientro.

Avere una maggiore autonomia alimentare durante la vacanza ha dato loro la possibilità di preparare una colazione, organizzare uno spuntino o gestire un pasto semplice senza dipendere sempre dalla ristorazione disponibile lungo il percorso.

Questo non ha eliminato la necessità di controllare ingredienti, utensili e possibili contaminazioni. Ha però offerto una possibilità in più e ha ridotto il peso delle ricerche improvvisate.

La scelta di appartamenti e cottage in Islanda è diventata così parte del progetto di viaggio: più spazio, maggiore flessibilità e una gestione più autonoma di alcuni pasti senza glutine.

Reykjavík: il primo incontro con l’Islanda

L’8 giugno 2026 Marco e Maurizio sono partiti da Milano Malpensa con un volo diretto per Keflavík.

Dopo l’arrivo e il ritiro dell’auto, hanno iniziato a prendere confidenza con Reykjavík. La capitale islandese, raccolta e colorata, ha rappresentato il primo passaggio tra la dimensione urbana e la natura che avrebbe accompagnato quasi tutto il resto del viaggio.

Il porto, le vie del centro e la sagoma della Hallgrímskirkja hanno introdotto un Paese in cui architettura, oceano e paesaggio sembrano continuamente dialogare.

La prima notte in un hotel quattro stelle nella zona del porto, con due camere separate e colazione, ha permesso loro di riposare dopo il volo e prepararsi alla partenza del giorno successivo.

Il Circolo d’Oro: tra storia, geologia e acqua

La mattina seguente Marco e Maurizio hanno lasciato Reykjavík per entrare nel cuore del Circolo d’Oro.

A Þingvellir hanno incontrato un luogo in cui storia e geologia si sovrappongono. Qui si riuniva l’antico parlamento islandese e qui è possibile osservare gli effetti della separazione tra le placche tettoniche.

Il percorso è proseguito verso l’area geotermica di Geysir, dove acqua calda e vapore emergono dal sottosuolo, e successivamente verso Gullfoss, la Cascata d’Oro.

Non erano soltanto tre luoghi celebri da inserire nell’itinerario. Rappresentavano tre modi diversi di comprendere l’Islanda: la terra che si apre, l’acqua che sale e un fiume che precipita con forza tra le gole.

Al termine della giornata hanno raggiunto una sistemazione nella zona di Seljalandsfoss. Lasciare la capitale e trovarsi circondati dalla natura ha segnato il primo vero cambio di prospettiva del viaggio.

La costa sud: cascate e spiagge nere da fotografare

La costa meridionale è stata uno dei passaggi più scenografici dell’intero viaggio fotografico in Islanda.

Qui Marco e Maurizio hanno raggiunto Seljalandsfoss e Skógafoss, due delle cascate più conosciute dell’isola.

Seljalandsfoss offre una prospettiva particolare grazie al sentiero che, quando le condizioni lo consentono, passa dietro il salto d’acqua. Skógafoss appare invece come una parete compatta e potente, incorniciata dal verde e dalla roccia scura.

Il paesaggio è poi cambiato ancora.

Dyrhólaey si affaccia sull’Atlantico con le sue scogliere, mentre Reynisfjara crea un contrasto netto tra la sabbia nera, la schiuma delle onde e le colonne di basalto.

Le fotografie realizzate lungo questa parte del percorso restituiscono proprio ciò che aveva guidato la costruzione dell’itinerario: luoghi in cui luce, acqua, roccia e cielo modificano continuamente la scena.

La giornata è terminata nella zona di Kirkjubæjarklaustur, in una sistemazione indipendente. La posizione fuori dal centro era stata valutata in anticipo, così da organizzare con maggiore attenzione soste, acquisti e gestione dei pasti.

Höfn e il Vatnajökull: l’Islanda dei ghiacciai

Proseguendo lungo la costa meridionale, Marco e Maurizio hanno raggiunto la zona di Höfn e i grandi paesaggi glaciali del Vatnajökull.

Qui le distanze si sono dilatate, la presenza umana è diminuita e il ghiaccio ha cominciato a dominare l’orizzonte.

Il Parco Nazionale del Vatnajökull è stato uno dei grandi riferimenti naturali del viaggio. La regione offre diverse esperienze legate ai ghiacciai, ma il valore di questa tappa non dipendeva dalla necessità di riempire la giornata di attività.

Anche il semplice attraversamento di questi territori ha permesso di osservare un’Islanda diversa, modellata dal ghiaccio, dall’acqua e da spazi molto più ampi.

Per la notte era stato scelto un cottage con due camere nella regione orientale. Una sistemazione coerente con la necessità di avere spazi separati e maggiore autonomia anche in una zona in cui i servizi sono più distanti.

Egilsstaðir e i fiordi orientali

La strada verso Egilsstaðir ha attraversato una regione meno conosciuta rispetto alla costa sud, ma capace di mostrare un volto differente dell’isola.

I fiordi orientali sono caratterizzati da montagne ripide, coste frastagliate e piccoli centri abitati. Qui anche il tragitto è diventato parte dell’esperienza.

Egilsstaðir, nei pressi del lago Lagarfljót, ha rappresentato una base per esplorare il territorio circostante. Tra i punti di interesse della zona compare Hengifoss, una cascata incorniciata da pareti di basalto e strati rocciosi rossastri.

Anche per questa tappa era stata selezionata una sistemazione in appartamento, in continuità con le esigenze di autonomia espresse prima della partenza.

Húsavík e i paesaggi del nord dell’Islanda

Da Egilsstaðir il viaggio è proseguito verso nord.

Marco e Maurizio hanno attraversato altipiani spogli, distese vulcaniche e territori dall’aspetto quasi lunare. Il percorso li ha condotti nella regione di Dettifoss, del canyon di Ásbyrgi e del lago Mývatn.

Crateri, fumarole, campi di lava e aree geotermiche come Námaskarð e Krafla hanno aggiunto nuove forme e nuovi colori al loro racconto fotografico.

A Húsavík erano previste due notti. La sosta più lunga ha evitato di concentrare tutto in poche ore e ha permesso di dedicare più tempo alla regione settentrionale.

La cittadina è conosciuta soprattutto per il whale watching in Islanda, mentre nella zona si trovano anche esperienze geotermali come GeoSea e i bagni del lago Mývatn.

Il programma lasciava spazio alla scelta delle attività, senza trasformare ogni possibilità in un impegno obbligatorio. Il valore della sosta stava anche nella libertà di decidere come utilizzare il tempo disponibile.

Akureyri: una pausa urbana nella Capitale del Nord

Il trasferimento tra Húsavík e Akureyri è stato uno dei più brevi dell’intero viaggio.

Dopo diversi giorni trascorsi tra cascate, altipiani e aree vulcaniche, la cosiddetta Capitale del Nord ha offerto un ritmo differente.

Akureyri si affaccia sul fiordo di Eyjafjörður ed è circondata dalle montagne. Il centro raccolto, la chiesa, il Giardino Botanico e la piscina termale hanno rappresentato alcune delle possibilità offerte dalla città.

La sistemazione centrale ha ridotto gli spostamenti e ha lasciato più tempo per passeggiare, fare acquisti e recuperare energie prima dell’ultima parte dell’itinerario.

La penisola di Snæfellsnes e Kirkjufell

Dopo Akureyri, Marco e Maurizio hanno raggiunto la penisola di Snæfellsnes.

Il trasferimento era tra i più articolati del tour, ma conduceva verso una regione che concentra molti dei paesaggi più rappresentativi dell’Islanda.

Lungo il percorso hanno attraversato campagne e territori in cui cavalli islandesi, coste e formazioni rocciose continuavano a modificare la vista.

Poi è arrivata Snæfellsnes, dominata dal vulcano ghiacciaio Snæfellsjökull.

La penisola alterna villaggi di pescatori, scogliere, campi di lava e sentieri affacciati sull’oceano. Búðir, Hellnar, Arnarstapi e Stykkishólmur hanno offerto scenari differenti pur trovandosi all’interno della stessa regione.

Qui Marco e Maurizio hanno raggiunto anche Kirkjufell, una delle montagne più fotografate d’Islanda.

Inserirla nell’itinerario non significava soltanto arrivare davanti a un luogo celebre. Significava avere il tempo per osservarlo, cercare prospettive diverse e aspettare che la luce trasformasse nuovamente il paesaggio.

Le due notti previste nella penisola hanno reso questa parte del viaggio meno frettolosa, lasciando spazio alla fotografia e alla scoperta dei dintorni.

Il ritorno a Reykjavík

L’ultima parte del viaggio ha riportato Marco e Maurizio verso Reykjavík.

Dopo giorni trascorsi tra ghiacciai, cascate, fiordi, spiagge nere e strade panoramiche, la capitale ha chiuso il percorso con un’atmosfera diversa.

Il centro, il Vecchio Porto e Hallgrímskirkja hanno offerto gli ultimi scorci urbani prima del rientro. L’ultima notte in due camere separate ha permesso loro di concludere il viaggio con una sistemazione comoda e funzionale.

Il giorno successivo hanno riconsegnato l’auto e sono rientrati a Milano Malpensa con il volo diretto previsto dal programma.

Viaggiare in Islanda con la celiachia: più libertà, meno improvvisazione

Le fotografie scattate da Marco e Maurizio raccontano i paesaggi attraversati. Dietro quelle immagini, però, c’è anche tutto il lavoro svolto prima della partenza.

Abbiamo ascoltato le loro priorità. Abbiamo selezionato le tappe più interessanti dal punto di vista fotografico. Abbiamo studiato le distanze, scelto un’auto 4×4 e cercato sistemazioni capaci di offrire spazi adeguati e maggiore autonomia.

Alla struttura del viaggio si sono aggiunte l’assistenza h24 dall’Italia, l’assicurazione medico, bagaglio e annullamento e una mappa gluten free in Islanda con indicazioni utili per orientarsi durante la vacanza.

La mappa non sostituiva la necessità di verificare ingredienti, modalità di preparazione e gestione delle contaminazioni. Ha però ridotto le ricerche da compiere sul momento e ha offerto un punto di partenza più organizzato.

È qui che un viaggio in Islanda per celiaci, progettato intorno alle esigenze reali delle persone, mostra il proprio valore.

Non nella quantità di servizi elencati, ma nel tempo risparmiato. Nelle distanze già studiate. Nella possibilità di preparare un pasto quando serviva. Nel sapere che, davanti a un dubbio o a un imprevisto, c’era un riferimento a cui rivolgersi.

L’Islanda è rimasta una terra potente, imprevedibile e libera. Il nostro compito non è stato renderla più piccola o più semplice, ma permettere a Marco e Maurizio di viverla con maggiore consapevolezza.

Perché il vero lusso, in una vacanza senza glutine, non è avere tutto sotto controllo.

È potersi fermare davanti a una cascata, aspettare la luce giusta e pensare soltanto alla fotografia.

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    Domande frequenti sul viaggio in Islanda senza glutine

    È possibile organizzare un viaggio in Islanda senza glutine?

    Sì, ma è importante pianificare con attenzione gli alloggi, le distanze e la gestione dei pasti. Nel viaggio di Marco e Maurizio abbiamo privilegiato sistemazioni che consentissero maggiore autonomia e abbiamo fornito una mappa con indicazioni sulle opportunità gluten free presenti lungo il percorso. Ingredienti, preparazione e possibili contaminazioni devono comunque essere verificati di volta in volta.

    Quanto è durato il viaggio di Marco e Maurizio in Islanda?

    Il viaggio si è svolto dall’8 al 19 giugno 2026 ed è durato 12 giorni e 11 notti. Il programma è stato distribuito su più tappe per alternare trasferimenti, soste di due notti e tempo dedicato alla fotografia e alla scoperta dei territori attraversati.

    Quali sono state le principali tappe dell’itinerario?

    Marco e Maurizio hanno seguito un itinerario che comprendeva Reykjavík, il Circolo d’Oro, la costa meridionale, la regione di Höfn e del Vatnajökull, Egilsstaðir e i fiordi orientali, Húsavík, Akureyri e la penisola di Snæfellsnes, prima del ritorno nella capitale.

    Perché è stata scelta un’auto 4×4?

    Abbiamo scelto un’auto 4×4 per offrire maggiore versatilità anche in presenza di strade sterrate e per utilizzare un mezzo coerente con il territorio islandese. Il noleggio comprendeva inoltre chilometraggio illimitato e secondo guidatore, permettendo a Marco e Maurizio di alternarsi durante gli spostamenti.

    Perché sono stati scelti appartamenti e cottage?

    Marco e Maurizio avevano richiesto sistemazioni con spazi adeguati per entrambi, preferibilmente con due camere da letto. Appartamenti e cottage offrivano inoltre maggiore autonomia per preparare alcuni pasti senza glutine, organizzare qualcosa da portare durante le escursioni e ridurre la dipendenza dalla ristorazione nelle zone meno servite.

    Come è stato costruito l’itinerario fotografico?

    Le tappe sono state selezionate privilegiando alcuni dei paesaggi islandesi più interessanti dal punto di vista fotografico: cascate, spiagge nere, ghiacciai, fiordi, zone geotermiche e formazioni vulcaniche. Abbiamo cercato anche di distribuire gli spostamenti in modo equilibrato, lasciando il tempo necessario per osservare e fotografare i luoghi.

    Quali servizi hanno reso più semplice il viaggio senza glutine?

    Il programma comprendeva voli diretti dall’Italia, noleggio auto 4×4, sistemazioni selezionate secondo le esigenze dei viaggiatori, assicurazione medico-bagaglio-annullamento, assistenza dall’Italia ventiquattro ore su ventiquattro e una mappa con indicazioni utili per orientarsi tra le opportunità gluten free.